Osservare il territorio dall’alto è utile per cogliere con immediatezza le informazioni relative alle abitazioni, analizzarne il contesto (come la vicinanza a edifici e a corsi d’acqua) e ricavare problematiche e specificità inerenti alla costruzioni stesse.
Per chi opera in ambito architettonico o topografico potrebbe quindi essere molto utile avvalersi della tecnica fotogrammetrica per risparmiare tempoe offrire un servizio esclusivo e completo ai propri clienti.
Grazie alla fotogrammetria, possiamo identificare la posizione spaziale di tutti i punti di interesse dell’oggetto considerato, attraverso una fase di ripresa (nella quale si andrà a produrre una coppia di fotogrammi stereometrici, generati da due punti di ripresa differenti) e una fase di restituzione (in cui i due fotogrammi vengono utilizzati per ricostruire in maniera univoca la posizione che quel determinato oggetto occupa nello spazio).
Mediante un’elaborazione a modello texturizzato, si potranno quindi ottenere i prospetti vettorializzati.
FOTOGRAMMETRIA NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI
Il primo antenato della fotogrammetria fu il metodo Cappeler(1726), attraverso il quale fu possibile per la prima volta acquisire dei dati metrici di un oggetto (forma e posizione) tramite l’impiego di due prospettive per ricavare una planimetria.
Oggi grazie al supporto dei droni, i progetti fotogrammetrici in campo architettonico o topografico sono estremamente precisi e registrano performance centrimetriche. I dispositivi utilizzati possono volare molto vicino all’oggetto; solitamente presentano l’integrazione con due antenne GPS con correzione RTK, un sensore RGB, un Lidar e un software per la post-produzione.
Ancora prima di eseguire i rilievi, l’operatore dovrà essere a conoscenza o calcolare alcuni dati, come l’angolo e l’area di ripresa.
Esistono 2 modalità di acquisizione:
1) Automatica attraverso l’utilizzo dei waypoints;
2) Manuale con acquisizione visiva delle foto da utilizzare.
In campo architettonico o topografico, questa tecnica è molto utile per effettuare:
– Rilievi su aree in generale, durante i quali il drone vola a zig-zag fino a coprire l’intera area, scattando delle foto che dovranno essere sovrapposte almeno del 7%;
– Rilievi su singoli edifici, in cuiil drone effettua un volo intorno all’edificio con la fotocamera inclinata di un angolo di 45 gradi per acquisire le immagini; vola una seconda e terza volta, aumentando l’altezza di volo e diminuendo l’angolo della telecamera ad ogni turno. Grazie a questa operazione è possibile ricostruire edifici 3D.
– Ricostruzione 3D delle aree urbane, attività per la quale è richiesta una doppia griglia per il piano di acquisizione immagini, in modo che tutte le facciate degli edifici (a nord, ovest, sud, est) siano visibili.
Il prodotto finale dei rilievi fotogrammetrici è una vera e propria mappa misurabile.
Grazie ad essi, inoltre, è possibile eseguire un gran numero di operazioni, come la progettazione di lavori per la regolare manutenzione o per la messa in sicurezza dopo eventi franosi o di altro genere.
Sono attuabili poi rilievi di altitudini, di terreni agricoli, del territorio (per rilevare strutture abusive) e mappature di cave per calcoli volumetrici.
In edilizia sono utili per ottenere modelli e piani delle strutture in CAD, per effettuare calcoli metrici, rilevare cedimenti strutturali o rilievi termici del territorio.
TIPI DI DRONI CONSIGLIATI
Sono suggeriti aeromobili come il Parrot Be-bop 2 Real Estate Edition, il DJI Phantom, il DJI Mavic Pro o anche la combinazione tra il drone DJI Inspire Pro e la camera Zenmuse X5.
Da prendere inoltre in considerazione il DJI Spark, per la possibilità di essere alleggerito a 300 g (vedremo di seguito perché questo rappresenta un vantaggio).
NORMATIVA
Solo qualche anno fa rilievi di questo tipo erano estremamente complessi e richiedevano da parte dell’operatore l’abilitazione di pilota in situazioni critiche. Oggi grazie al Regolamento ENAC Mezzi a Pilotaggio Remoto è tutto molto più semplice.
Gli operatori devono iscrivere se stessi e i propri droni ai registri nazionali per favorire l’identificazione in caso di incidente.
Discorso a parte per i droni con peso pari o inferiore ai 300 g, dichiarati inoffensivi, per cui non è richiesto alcun attestato e hanno la possibilità di volare in zona urbana.
Regolamento ENAC
https://www.enac.gov.it/sites/default/files/allegati/2018-Lug/Regolamento_APR_Ed2_Em4_180704.pdf
Modulistica
https://www.enac.gov.it/sicurezza-aerea/droni/modulistica/modulistica-Droni
CORSI
Corso di 6 ore on line su come utilizzare la Fotogrammetria applicata al drone e i software di post-processing. Questo corso è stato studiato per tutti i professionisti che si apprestano ad ampliare la loro conoscenza nel settore fotogrammetrico.