Oggi, grazie alla fotogrammetria con drone, è possibile acquisire informazioni territoriali precise e di qualità con estrema facilità e ottimizzando i costi.

L’impiego di SAPR in ambito architettonico e urbanistico, in particolare, comporta una serie di vantaggi:

  • Economicità di acquisizione dei dati rispetto all’utilizzo di tecnologie laser scanner;
  • Rapidità di esecuzione dei rilevo;
  • Maggiore risoluzione rispetto alla tradizionale fotogrammetria aerea.

Eseguendo i rilievi tramite SAPR ed elaborando le immagini acquisite, è possibile misurare un’area risparmiando fino al 90% del tempo.

Senza l’adozione di queste tecniche, l’architetto dovrebbe raccogliere le immagini satellitari attraverso Google Earth.

Si tratta, tuttavia, molto spesso di materiale a bassa risoluzione che non consente la realizzazione di un progetto accurato.

Inoltre, non bisogna sottovalutare il fatto che il lavoro prodotto tramite rilievo con drone ha maggior impatto.

Il professionista offrirà al cliente non una semplice rappresentazione schematica del progetto, ma uno strumento utile a fornire una migliore comprensione dei piani.

APPLICAZIONI DELLA FOTOGRAMMETRIA IN ARCHITETTURA

È possibile ottenere rilievi fotogrammetrici di settori urbani a bassa quota (dai 20 ai 40 metri), analisi di nuclei edificati per lo studio delle dinamiche evolutive del tessuto urbano, rilievi video-fotografici di dettaglio, analisi quantitative e qualitative del paesaggio urbano.

Queste ultime possono essere generate attraverso la combinazione dei rilievi con drone e l’utilizzo di tecniche GIS.

Si potranno determinare così le aree visibili da un punto di riferimento o analizzare quali elementi è possibile vedere da una determinata posizione.

Inoltre, dalle operazioni di rilievo, con opportune elaborazioni di IBM (Image-Based Modeling) è possibile ottenere:

  • ORTOMOSAICI DIFFERENZIATI, cioè immagini geo TIFF (TIFF contenenti informazioni geospaziali).
  • NUVOLE DI PUNTI, utili per ricavare informazioni dettagliate sul suolo senza vegetazione (DTM, Digital Terrain Model). Si tratta di nuvole di punti tridimensionali che associano ad ogni punto informazioni di posizione e colore per visionare oggetti tridimensionali e superfici in rilievo.
  • MODELLI 3D a partire da dati non strutturati come una nuvola di punti. Possono generare progetti di grafica virtuale, ricostruzioni 3D, realtà aumentata ecc..

Dal punto di vista della divulgazione e fruizione del bene, i modelli tridimensionali del territorio e dell’edificato sono un valido aiuto per la progettazione di itinerari virtuali.