Errori comuni nella termografia con drone in edilizia e fotovoltaico

La termografia con drone è uno strumento di diagnostica sempre più utilizzato in edilizia e nel fotovoltaico per individuare anomalie termiche su coperture, facciate e moduli FV.
Tuttavia, molti rilievi risultano poco attendibili a causa di errori operativi e interpretativi che ne compromettono il valore tecnico.

Di seguito analizziamo gli errori più comuni nella termografia con drone e le buone pratiche per evitarli.

Cos’è la termografia con drone

La termografia è una metodologia di analisi che rileva la radiazione infrarossa emessa dai materiali e la trasforma in immagini termiche chiamate termogrammi.
Ogni colore rappresenta una diversa temperatura superficiale, consentendo di individuare anomalie non visibili a occhio nudo.

L’integrazione della termocamera su un drone consente di:

  • ispezionare superfici estese dall’alto

  • evitare lavori in quota e ponteggi

  • ridurre tempi e costi di intervento

  • ottenere dati oggettivi e documentabili

I droni termografici più diffusi utilizzano sensori prodotti da aziende specializzate come FLIR, montati su piattaforme professionali come quelle di DJI.

Mancata conoscenza del comportamento termico dei materiali

In edilizia e fotovoltaico, i materiali analizzati presentano comportamenti termici molto diversi.
Coperture, facciate stratificate e moduli FV reagiscono in modo differente all’irraggiamento e alle variazioni ambientali.

Errore: interpretare un’anomalia senza conoscere la struttura dell’elemento osservato.
Soluzione: analizzare sempre il contesto costruttivo prima del rilievo.

Rilievi eseguiti in condizioni ambientali non idonee

Le condizioni ambientali influenzano direttamente il risultato del rilievo.

  • In edilizia, il sole diretto genera falsi ponti termici
  • Nel fotovoltaico, un irraggiamento insufficiente rende poco visibili gli hotspot

Soluzione:

  • edilizia → rilievi senza irraggiamento diretto
  • fotovoltaico → rilievi con irraggiamento stabile e basso vento

Impostazione errata dell’emissività

L’emissività è uno dei parametri più critici nella termografia con drone.
Utilizzare valori standard su materiali diversi (guaine, metallo, vetro dei moduli FV) porta a misure non affidabili.

Soluzione: impostare l’emissività in funzione del materiale e considerare sempre le superfici riflettenti.

Errata interpretazione degli hotspot nei moduli fotovoltaici

Non tutti gli hotspot indicano un difetto del modulo.
Possono essere causati da sporcizia, ombreggiamenti temporanei o differenze di carico elettrico.

Soluzione: confrontare il modulo con quelli adiacenti e valutare forma, posizione e intensità dell’anomalia.

Quota di volo non adeguata al sensore

Volare troppo in alto riduce la risoluzione termica e impedisce di distinguere:

  • celle FV
  • giunzioni
  • dettagli delle coperture

Soluzione: definire la quota di volo in funzione della risoluzione del sensore e dell’obiettivo del rilievo.

Mancanza di pianificazione del rilievo

Un rilievo termografico improvvisato produce dati non confrontabili e difficili da interpretare, soprattutto su edifici complessi o impianti FV estesi.

Soluzione: pianificare il rilievo definendo obiettivi, aree di interesse e traiettorie.

Confondere riflessioni IR con difetti edilizi

Superfici come vetro e metallo riflettono la radiazione infrarossa, generando false anomalie.

Soluzione: verificare sempre l’immagine RGB e cambiare angolo di ripresa per confermare il difetto.

Report termografici poco chiari

Un report incompleto riduce drasticamente il valore del rilievo.
Spesso mancano parametri di acquisizione e spiegazioni tecniche delle anomalie.

Soluzione: redigere report chiari, distinguendo tra osservazioni, ipotesi e indicazioni operative.

Conclusione

La termografia con drone in edilizia e fotovoltaico è uno strumento efficace solo se utilizzato con metodo e competenza.
Gli errori più comuni derivano da condizioni di rilievo errate, impostazioni non corrette e interpretazioni superficiali.

Un rilievo affidabile richiede:

  • pianificazione
  • conoscenza dei materiali
  • corretta interpretazione del dato termico

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