AGRICOLTURA DI PRECISIONE: DI COSA SI TRATTA?
L’agricoltura di precisione, o Precision Farming, nasce dall’esigenza di monitorare patologie delle colture ed effetti delle trasformazioni del clima sui terreni.
Attraverso una struttura di telerilevamento, chiamata anche remote sensing, è possibile ottenere delle immagini esaustive dello stato attuale dei terreni, con il minimo impatto ambientale.
La tecnologia si fonda quindi su un sistema di telerilevamento a mezzo satellitare o aereo, sul posizionamento satellitare (GPS) e su sistemi informativi geografici (GIS).
Le immagini ad alta risoluzione acquisite consentono di raccogliere dati a distanza.
Questo serve per valutare lo stato di salute del suolo e delle colture; misurando parametri quali umidità, nutrienti, compattamento, vigore vegetativo, stato idrico e nutrizionale delle piante.
È proprio nella fase di indagine che i droni professionali APR svolgono la propria funzione.
Raccogliendo con diversi tipi di sensori installati sopra di essi le informazioni georeferenziate che saranno poi utilizzate per l’elaborazione delle mappe di prescrizione.
Attualmente, nel nostro Paese solo l’1% dei campi sfrutta l’utilizzo dell’agricoltura di precisione, ma si prevede una crescita fino al 10% entro il 2021.
In Francia, Germania e Regno Unito le aziende che hanno adottato l’agricoltura di precisione superano il 20%, negli Stati Uniti sono addirittura oltre l’80%.
L’agricoltura 4.0 è un’evoluzione necessaria, utile all’ottimizzazione delle risorse naturali che sino al 2050 non sarebbero altrimenti sufficienti a soddisfare la popolazione globale.
Il settore rappresenta senza dubbio una grande opportunità di investimento.
AGROSAT, UN ESEMPIO DI AGRICOLTURA 4.0
Agrosat è un progetto sviluppato da Barilla in collaborazione con il Cnr di Firenze e di Foggia, secondo gli obiettivi del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dell’Unione Europea, l’Ibimet-Cnr.
Si tratta di un servizio gratuito e accessibile da qualsiasi dispositivo ed è in grado di supportare la gestione delle colture grazie alle tecniche di precisione.
Attraverso gli indici NDVI ottenuti dalle immagini acquisite dalle camere multispettrali del satellite Sentine-2 consente l’accesso in tempo reale alla variabilità di biomassa inerente l’area di interesse.
Per capire passo passo come funziona il portale rimandiamo al manuale tecnico.
COME FARE AGRICOLTURA DI PRECISIONE CON I DRONI
La combinazione delle telecamere per la ripresa stereoscopica (utilizzate per l’aerofotogrammetria) e del ricevitore GPS consentono ai droni di ottenere mappe georeferenziate, cioè di disporre delle coordinate di ciascuna zona ripresa e fotografata dall’alto.
Le stesse mappe, una volta elaborate, possono quindi essere utilizzate per guidare le macchine agricole automatizzate a guida autonoma o semi-autonoma.
I droni più utilizzati per questo tipo di attività sono i DJI Phantom 3 e 4 e il Mavic, molto pratico per gli appezzamenti di estensione più limitata.
Parrot Bluegrass invece è stato progettato per l’agricoltura ed è in grado di aiutare gli agricoltori a migliorare la propria redditività, utilizzando due camere integrate, una videocamera e un sensore multispettrale Parrot Sequoia.
Fornisce inoltre un’analisi rapida e semplice sulla salute delle coltivazioni, grazie al software di elaborazione AIRINOV FIRST +.
I video registrati dalla telecamera frontale vengono trasmessi al controller, abilitando l’agricoltore a ispezionare la sua azienda agricola.