Attraverso alcuni semplici step scopriremo come misurare il territorio con un DJI Spark, Photoshop e una stampante.

L’operazione può risultare molto utile se la vostra professione richiede veloci studi di fattibilità.

Non si tratta ovviamente di uno strumento in grado di garantire una precisione idoneaa rilievi definitivi, ma risulta sicuramente utile nelle fasi preliminari di un progetto.

La tecnica consiste essenzialmente nel fissare una quota di volo e successivamente stampare le foto con un determinato rapporto di scala che vedremo di seguito.

LO STRUMENTO PRINCIPALE: IL DRONE DJI SPARK

Come preannunciato, il lavoro è stato sperimentato grazie all’utilizzo di un DJI Spark.

Di conseguenza i valori che andremo a definire potrebbero non essere così precisi con altri tipi di droni, per i quali dovrete testare empiricamente il lavoro ricalibrando i dati.

DJI Spark si presenta con un design simile a Mavic Pro ma pesa solo 300 grammi; le opzioni in volo sono tantissime grazie all’app DJI GO 4 e al comando remoto.

La sua cam scatta foto da 12 megapixel, gira video fino a 1080p a 30fps e permette il live streaming al telecomando in 720 p.

COME PROCEDERE

Per ottenere diverse riprese fotografiche in scala, il drone dovrà effettuare il volo secondo tre quote diverse: 150 metri, 100 metrie 50 metri. Ricordiamo che per voli di oltre i 70 metri di altezza è necessario essere in possesso dell’attestato di pilota anche per i trecentini.

Una volta effettuati gli scatti zenitali, occorrerà aprire le foto in Photoshop e inserire nella finestra di stampai seguenti parametri:

  • Un valore di 27,3% per ottenere un rapporto in scala 1:500. In questo caso dovranno essere utilizzate le foto scattate a 150 metri di altezza;
  • 30,25% per 1:300 / 100 metri di quota;
  • 45,50% per 1:200 / 100 metri di quota;
  • 30,9% per 1:150/50 metri di quota;
  • 46,4% per 1:100/ 50 metri di quota.

PRECISAZIONI

Il materiale da lavorare deve ovviamente essere di tipo fotografico.

La tecnica va applicata esclusivamente su superfici completamente piane e funziona su tutte le stampanti e con tutti i formati di stampa.

Nel procedere c’è comunque da tener conto di un fattore, la distorsione sferica: più ci allontaneremo dal centro del foglio stampato, meno i dati saranno precisi a causa della distorsione della lente del drone.

La pratica appena esposta, come preannunciato nell’incipit, è sicuramente molto utile per ottenere in maniera veloce ed intuitiva una base fotografica in scala, ma non sostituisce in nessun modo un rilievo di tipo aerofotogrammetrico.